martedì 21 luglio 2009

Resoconto e riflessioni : Assemblea sull'inceneritore di Trezzo

di Lorella Carminati
IL TERMOVALORIZZATORE DI TREZZO: LASCIA O RADDOPPIA?

Il gruppo del Wwf “Oasi Le Foppe” di Trezzo ha organizzato poche sere fa un incontro su un argomento che ci riguarda tutti molto da vicino: il progetto di ampliamento del termovalorizzatore. Al tavolo dei relatori erano presenti l’Ing. Mario Grosso del Politecnico di Milano, Danilo Villa neo sindaco di Trezzo, Augusto Motta presidente commissione intercomunale di sorveglianza, Luca Mezzomo dell’associazione ospite. In sala c’erano anche sindaci e rappresentanti dei Comuni di Vaprio, Pozzo, Grezzago, formalmente invitati, insieme a esponenti dei gruppi di minoranza dell’attuale amministrazione trezzese, oltre a una discreta folla di cittadini dei vari comuni. Sono stati presentati i dati di uno studio effettuato sui sistemi integrati di termovalorizzazione, i principi fondamentali della normativa europea in materia di smaltimento (direttiva 2008/98 CE art. 4), infine si è tentata una valutazione del progetto alla luce delle informazioni a disposizione.
Di fatto la notizia cala sul territorio come una sgradita sorpresa. Pare che non se ne sapesse granché, se Villa ha dichiarato di averne scoperto l’esistenza dopo il suo insediamento e Orlandi di aver appreso la notizia dai giornali. ( Ma sarà vero ?)
Che cosa abbiamo saputo :
Secondo le dichiarazioni fatte, il progetto prevede il raddoppiamento della capacità di “trattamento” del termovalorizzatore. Il nuovo fabbricato sarebbe tre volte più grande e alto quanto metà del camino attuale. Un mostro che si divorerebbe alcune decine di migliaia di metri quadrati di prati, con un impatto visivo traumatico. La nuova potenza produttiva, eccedente rispetto alla necessità totale della provincia, attirerebbe un flusso di materiali prodotti da soggetti “non privati”: fanghi, rifiuti ospedalieri ecc. e potrebbe ricevere i rifiuti proveniente da aree extraregionali in emergenza, da smaltire, in deroga al principio di autosufficienza provinciale, in virtù di una concordata quota di solidarietà, L’impianto non è cogenerativo, come l’attuale produrrebbe cioè solo energia elettrica, non sfruttando il calore per fornire il teleriscaldamento. Il flusso veicolare indotto aumenterebbe di 100 veicoli/giorno, in gran parte mezzi pesanti.
Infine pare che non sia stata fatta una valutazione sull’impatto ambientale, né di rischio sulla catena alimentare e non sia stata considerata la presenza del mercurio come fattore inquinante.
D’altra parte, però, il nuovo impianto, grazie all’uso di moderne tecnologie, consentirebbe un’emissione a camino uguale all’attuale, potrebbe essere convertito per produrre anche il teleriscaldamento, potrebbe diminuire la quantità di scorie recuperando il ferro e i materiali non ferrosi e conferendo i materiali inerti ai cementifici. Tutte attività in accordo con le direttive dell’Unione Europea che indicano, fra gli obiettivi da raggiungere, lo smaltimento in discarica pari a zero e la massimizzazione del recupero energetico.
Nulla si è detto delle eventuali future contropartite economiche a favore dei Comuni interessati.
Per quanto riguarda l’ambiente e il monitoraggio dei fattori inquinanti, sono disponibili i dati rilevati sull’emissione del termovalorizzatore. La commissione intercomunale di sorveglianza esercita un controllo sui rilevamenti, sulle attività e lo stato degli impianti. Tutti i dati percentuali indicano che le concentrazioni sono abbondantemente sotto i livelli massimi previsti dalla legge. MA i livelli di legge sono garanzia di assoluta non pericolosità ? Di fatto non sappiamo come l’attività del termovalorizzatore abbia influito sul nostro territorio in questi anni: pare non ci sia uno studio sull’impatto ambientale. Non sappiamo se la qualità della nostra aria, della terra e dell’acqua è stata modificata . Non sappiamo se la nostra salute è stata in qualche modo compromessa. Pare infatti che non esistano studi epidemiologici sulla popolazione della zona.
In parole povere, propongono il raddoppio di qualcosa di cui sappiamo in verità ben poco. Pare comunque che il progetto sia in fase di valutazione e che ci sia margine di manovra per i Comuni coinvolti, di prendere posizione.

Che cosa facciamo :
Non c’è molto tempo da perdere. L’iter burocratico fissa per l’11 di agosto la scadenza del primo round. Per tale data, infatti, i Comuni interessati devono esprimere i loro pareri a riguardo.
Almeno nelle dichiarazioni su un punto sono tutti d’accordo, sindaci e vicesindaci, minoranze e associazioni, tutti esprimono la volontà di fare fronte comune e di voler sapere di più sulla faccenda: più informazioni, più dati significativi, soprattutto riguardo all’impatto ambientale e alla salute dei cittadini. Il sindaco Orlandi ha dichiarato che, pur nel rispetto del piano rifiuti condiviso, dovrebbero essere molto convincenti le motivazioni della Provincia, se volesse imporre l’operazione di ampliamento. La situazione non è più quella di dieci anni fa, allora l’emergenza era fattore preponderante. Il problema poi non è solo del Comune di Trezzo, o Grezzago, ma riguarda una vasta area, pertanto Orlandi ha proposto di operare per aprire anche alle altre amministrazioni della zona la partecipazione al tavolo delle trattative sovra-comunali. E parlando di coinvolgimenti, è da segnalare una nuova voce, quella del Comune di Fara d’Adda, che ha testimoniato di partecipare al “godimento” degli effluvi del termovalorizzatore, specialmente in presenza di certe condizioni atmosferiche.
C’è un altro protagonista della storia, che citiamo per ultimo, ma, temiamo, non per la sua minore importanza nelle dinamiche della futura trattativa. E’ il Gruppo Falck, che controlla la società di gestione dell’impianto di Trezzo. Di fatto per il gruppo questo è un business molto interessante, se consideriamo che il termovalorizzatore, con un giro d’affari annuo per 45 milioni, ha prodotto utili per 18 milioni di Euro.
C’è parecchio lavoro da fare, si può cominciare dando un’occhiata al sito www.nanodiagnostics.it che riporta alcuni articoli di studiosi sugli effetti delle emissioni degli inceneritori.

2 commenti:

  1. Argomento correlato

    http://www.trezzobeach.altervista.org/blog/?p=425

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  2. grazie a Lorella per aver spiegato con parole semplici e chiare una situazione che così semplice e chiara non sembra..... Benvenuto al Guala nel nostro blog! Simone

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